frutta e verdura

Proprietà nutrizionali dei prodotti da agricoltura tradizionale, biologica e in serra

Non esistono differenze sostanziali da un punto di vista nutrizionale tra prodotti di agricoltura tradizionale, biologica e in serra anche se la concentrazione di vitamine e sali minerali può variare, pur se in modo non significativo, in relazione ai metodi di coltivazione e ai concimi che vengono utilizzati.

L’uso di prodotti chimici per l’agricoltura non altera il loro valore nutritivo e se vengono impiegati nelle dosi consentite dalla legge non sono dannosi all’organismo umano. Per quanto riguarda i prodotti biologici ricordiamo che non sono nutrizionalmente più validi dei prodotti analoghi di produzione convenzionale anche se, talvolta, possono avere caratteristiche organolettiche migliori. La concentrazione di nutrienti è maggiormente influenzata da altri parametri, quali la “varietà”, il periodo e il luogo di produzione, e riguarda tutti i metodi di coltivazione. Pertanto i prodotti coltivati “fuori stagione”, in serra, potrebbero avere una piccola perdita ininfluente di microelementi; ciò non altera in nessun modo il valore nutritivo dell’alimento che mantiene inalterate le proprietà benefiche per l’organismo.

L’importanza dello scegliere bene

E’ preferibile scegliere prodotti ortofrutticoli e di stagione perchè hanno caratteristiche organolettiche migliori rispetto a quelli conservati nelle celle frigorifere. I vari tipi di frutta forniscono vitamine, minerali ed oligoelementi in proporzioni diverse e ognuno contiene qualche nutriente che gli altri non possiedono o hanno in scarsa quantità. Pertanto per una buona nutrizione è opportuno alternare le varie specie di frutta in modo che si possa avere un’ottimale integrazione dei nutrienti.


L’importanza della conservazione

Seguire una corretta conservazione a livello casalingo permette di ridurre al minimo le perdite di acqua, vitamine e sali minerali, di mantenere la “freschezza” del prodotto e di evitare il suo deterioramento anche in seguito della formazione di muffe. La conservazione a temperatura ambiente è opportuna solo per alcuni prodotti ortofrutticoli e per un periodo di tempo specifico per ogni alimento. Per diversi tipi di frutta e verdura facilmente deperibili è invece sempre preferibile riporli negli appositi scomparti del frigorifero e consumarli entro pochi giorni.


Cosa sono i LARN?

Con questo termine si indicano i Livelli di Assunzione Raccomandata di Nutrienti per la popolazione italiana (LARN). Sono valori, stabiliti da “esperti”, adatti a coprire ampiamente i bisogni giornalieri di energia e dei singoli nutrienti dell’intera popolazione italiana. Il rispetto dei LARN consente di mantenere un buon stato di nutrizione e di salute. La RDA (Recommended Dietary Allowances) è il corrispondente dei LARN per gli Stati Uniti d’America e ha valori più elevati rispetto a quelli italiani ed europei.

Vero o falso?

E’ vero o falso che la buccia della frutta è la parte che contiene più vitamine?

Falso. Vitamine e sali minerali sono concentrati nella polpa. La buccia è più ricca di fibra alimentare. Pertanto si consiglia di sbucciare la frutta o di mangiarla “intera” in relazione ai gusti personali; con la buccia si migliorano le funzioni intestinali.

E’ vero o falso che la frutta è meglio mangiarla lontano dai pasti?

Falso. La frutta aumenta il senso di sazietà e può rappresentare un “rituale” per terminare il pranzo o la cena. Inoltre se consumata dopo il pasto ha un effetto antianemico poichè la vitamina C in essa contenuta migliora l’assorbimento del ferro apportato da tutti gli alimenti.

E’ vero o falso che mangiare frutta dopo i pasti fa gonfiare la pancia?

Vero e falso. La frutta è ricca di fibra alimentare che non viene digerita dall’uomo e fermenta nel colon ad opera dei batteri intestinali. Nei casi in cui si abbia una alterazione della flora intestinale si possono sviluppare eccessive quantità di gas durante i processi fermentativi e provocare gonfiore addominale.

E’ vero o falso che mangiare grandi quantità di frutta aiuta a mantenere la linea?

Falso. Contiene zuccheri e fornisce mediamente 70 calorie per “pezzo”. Pertanto si consiglia di non superare quattro porzioni di frutta al giorno, da consumare ai pasti e/o negli spuntini a metà mattina o nel pomeriggio altrimenti si rischia di aumentare eccessivamente l’apporto calorico della dieta.

E’ vero o falso che la macedonia di frutta è ipercalorica?

Falso. Un bicchiere di macedonia preparato con 200 grammi di frutta fresca apporta in media 70-80 calorie e può essere consumato a fine pasto o come spuntino anche nelle diete dimagranti.

Quale ortofrutta per i diabetici?

Sino a pochi anni fa la quota di carboidrati consentita nella dieta dei diabetici era ristretta all’assunzione di cibi amidacei con l’esclusione di alimenti contenenti zuccheri semplici a rapido assorbimento. Si eliminava pertanto anche la frutta fatta eccezione per le mele. Attualmente, in relazione alle nuove acquisizioni scientifiche nel campo medico-dietologico, la frutta e la verdura possono essere consumati da pazienti diabetici non insulino-dipendenti nell’ambito del pasto e/o come spuntino. La quantità può essere ristretta per pazienti in sovrappeso, per limitare l’apporto calorico della dieta o per pazienti in scompenso metabolico. Tra gli ortaggi solo le carote e le patate hanno un elevato “indice glicemico”, ciò significa che hanno un impatto “forte” sulla glicemia ed è preferibile limitarne il consumo. Tra la frutta è consigliabile ridurre il consumo di banane e cachi e in particolare delle ciliegie e dell’uva che apportano un quantitativo di zuccheri superiore rispetto ad altri tipi di frutta e perchè, in virtù del loro sapore particolarmente gradevole, è davvero difficile non farne una “scorpacciata”. Da evitare, invece, frutta secca e sciroppata.

Frutta e verdure per i diabetici


Bollino verde
piselli
fagioli
ceci
lenticchie
minestrone
mele
pere
nespole
fragole
albicocche
lamponi
arance
pesche
asparagi
broccoli
carciofi
cavolfiori
kiwi
lattughe
melanzane
mele
meloni
angurie
peperoni
pesche
nettarine
pomodori
radicchi

Bollino giallo
banane
cachi
uva
patate
carote

Bollino rosso
frutta secca
frutta sciroppata
ciliegie
purea di patate


[fonte SPAZIO RURALE, Mensile di Agricoltura Alimentazione e Ambiente]

Ritieni questo post utile o interessante?
Condividi

Cerca: , , , ,
Leggi anche:
 

Rispondi al post