
“Al contadin non far sapere … com’è buon il formaggio con le pere”. Così recita un vecchio detto che fa della pera un frutto proverbialmente buono.
E in effetti la pera con il suo sapore zuccherino è un frutto antichissimo e sempre di grande fortuna.
I Romani ne avevano classificate quaranta varietà.
La pianta, appartenente alla famiglia delle rosacee come il melo, ha il nome scientifico di Pirus Communis e oggi conta circa cinquemila varietà.
Una delle più diffuse è la pera William, che viene raccolta in agosto ed è presente sul mercato fino a novembre. Ha una buccia verde giallastra e la polpa molto zuccherosa. E’ usatissima per la produzione industriale di succhi di frutta e confetture. Le varietà possono essere suddivise per stagioni di produzione: tra le pere estive si contano la Guyot, la Santa Maria e la Max Red Bartlett. Sono per invernali la Rosada e la Packam’s Triumph. Le più diffuse sono però le pere chiamate Conference, Kaiser, la Decana del Comizio e l’Abate Fetel.
In generale, tutte le varietà sono estremamente delicate: le operazioni di manipolazione, imballaggio, esposizione alla vendita, richiedono molta attenzione perchè il frutto si rovina molto facilmente.
Una volta acquistate, è bene perciò sapere che vanno manipolate il meno possibile e conservate preferibilmente in buste di carta marrone, evitando la plastica.
Quando sono mature, vanno consumate rapidamente. ma in che modo? Per gli estimatori sono ottime da sole, ma sono adatte ovviamente per macedonie e dolci, tra cui il classico e insuperabile abbinamento con il cioccolato.
Ma a parte crostate, marmellate e succhi, la pera si è rivelata anche versatile protagonista di antipasti, insalate, oppure primi, nonchè in coppia con formaggi vari.
Dato il sapore zuccherino, si tende a pensare che la pera abbia elevato apporto calorico. In realtà, contiene poche calorie ma molte fibre, vitamine e soprattutto potassio. Le pere fanno perciò bene a chi deve recuperare energie, agli sportivi, ma anche a tutti gli irriducibili golosi.
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