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Il galateo detta le regole per apparecchiare, dai pranzi formali alle spaghettate in compagnia.


Che cos’è il galateo? E’ un codice di comportamento legato a un luogo e a una cultura e, come tale, si modifica. La certezza è che, come una lingua, continua a variare e subirà enormi mutamenti anche bel futuro.


Il galateo riferito alla tavola, quello che noi conosciamo e mettiamo in pratica, è la derivazione moderna di un immenso numero di regole che sono state codificate a partire dal Medioevo, nell’ambito della cucina di corte francese e italiana, e che ha trovato definitiva diffusione con la grande cucina internazionale. Nell’imparare un pò di “teoria”, è bene ricordare che la corretta apparecchiatura per una cena formale è ben diversa da quella per una piacevole e informale spaghettata - magari aspettando l’inizio della partita - così come l’aspetto estetico di una tavola ben apparecchiata non deve mai essere disgiunto da una certa praticità.


Partiamo dalle dimensioni del tavolo, che deve essere adeguato al numero di invitati. Sia l’essere troppo distanti, sia la vicinanza eccessiva possono creare situazioni di imbarazzo e complicare il servizio. Scegliere sempre la tovaglia più adatta all’occasione, riservando ai momenti speciali tovaglie d’ottima fattura e preferibilmente a tinta unita. Centrotavola e candele sono i benvenuti, ma entrambi non devono costituire un intralcio alla conversazione o arrecare fastidio con aromi troppo intensi che coprirebbero quelli delle vivande. Tutte le decorazioni creative non fanno altro che rendere ancora più piacevole il ritrovarsi attorno a un tavolo, ma devono essere sempre di buon gusto.



L’abc del galateo a tavola




Come si apparecchia, quindi? Nelle occasioni formali è bene prevedere un sottopiatto, che rimane per tutta la durata del pasto, e sul quale si posiziona un piatto piano d’appoggio per l’avvicendamento dei piatti. Le posate: il coltello alla destra del piatto, con la lama rivolta verso l’interno, affiancato dal cucchiaio; sulla sinistra le forchette, al massimo tre; in alto le posate da dessert, la forchettina con l’impugnatura a sinistra, il coltello o il cucchiaio con lìimpugnatura a destra.



Altre posate o posate speciali - come le forchette a due rebbi per le lumache o le pinze - possono essere portate in tavola un attimo prima di servire la pietanza per la quale sono indicate. I bicchieri si trovano sempre sopra le posate di destra e non devono essere più di quattro. Per l’acqua si utilizza sempre il più grande, che può essere anche il più largo e basso (tipo un tumbler) rispetto ai calici da vino. I calici si dispongono a scalare, dal primo che si vuole riempire, e altri bicchieri possono essere in tavola solo nel momento in cui si rendono necessari, eliminando i superflui o quelli dai quali l’ospite ha già terminato di bere.


Sulla sinistra del piatto si può trovare anche la mezzaluna da insalata o il piattino per il pane. Il tovagliolo si troverà alla sinistra del piatto o sopra di esso, e deve essere sempre posato sulle ginocchia, poi sul tavolo senza ripiegarlo a fine pasto. Nonostante le piegature stile origami (cappelli, cigni, fiori) siano abbastanza gradevoli, è sempre meglio optare per la semplicità di un tovagliolo stirato e immacolato.


Come si dispongono a tavola gli invitati? Il padrone di casa dovrebbe sedersi ai capi opposti della tavola: alla destra del padrone di casa si siederà la signora di maggior importanza mentre alla sua sinistra la signora al “secondo posto” come importanza; la stessa regola vale per gli ospiti di sesso maschile che affiancano la padrona di casa. A tavola, l’anzianità merita sempre un posto d’onore. Per concludere, ricordate di portare sempre in tavola stoviglie, posate e piatti da servizio adeguati al tipo di portata, i condimenti negli appositi contenitori perfettamente puliti ed eventualmente una ciotola lavadita per le cene a base di pesce. Cosa non porterete mai a tavola, nemmeno sotto tortura? Gli stuzzicadenti.

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